Gli ipersensibili, la specie umana in minoranza sulla Terra

Non vi è un’unica specie umana su questa terra.
Esiste una specie umana azzurra e una verde..”

Questo ricordo a mia figlia ogni volta che non riesce a comprendere comportamenti che lei ritiene prepotenti.

E sono seria, a volte penso seriamente che vi siano due specie differenti, perché tra tutti gli uomini un 20% di persone, le cosiddette ipersensibili,  sentono e agiscono in decisa controtendenza rispetto alle imposizioni della società moderna. Tra queste persone, chiamate le verdi per spiegare questo concetto alla piccola Alice, vedo sia me che lei.

Nella società moderna, imperano gli azzurri, la cui attenzione è volta principalmente a loro stessi . Gli azzurri, rappresentano l’80% della società umana .

Quadro di Federica Dini

Ringrazio Federica Dini, lettrice del sito ed ormai amica, per avermi mandato l’immagine di un suo bellissimo quadro A mio parere ben rappresenta l’ipersensibilità nei momenti un cui ci sentiamo tempestati dagli stimoli esterni

 

Sei anche tu un Ipersensibile? Fai il test

  • Ti preoccupi molto di cosa pensano gli altri.
  • Rimugini spesso su quanto hai detto pensando che non fosse la maniera migliore di dirlo.
  • Ti infastidiscono  i rumori.
  • Troppo spesso gli altri vengono prima di te nei tuoi pensieri.
  • Ami gli animali la natura le stelle.

 

  • Il tuo mondo interiore è ricco e a volte ti rifugi li.
  • Qualche volta ti senti un extraterrestre su questa terra.
  • Riesci a capire le altre persone, ne percepisci i sentimenti.
  • Sei sensitivo, percepisci i sentimenti degli atri.
  • Mal tolleri i farmaci.
  • Sei dedito alla cura degli altri per passione.

Se vi  siete riconosciuti direi almeno in tre di queste affermazione è probabile siate ipersensibili.

Anche nell’essere ipersensibile ci sono diversi gradi. Le ultime 6 affermazioni sono a mio parere per le persone estremamente ipersensibili pari forse al 5% dell’umanità. Credo che questi siano gli ipersensibili che sono riusciti a non negare la loro natura. Se vi ritrovate nella descrizione e sentite che nella vostra vita ci sono ancora aree importanti da sistemare relativamente alle relazioni con gli altri vi consiglio fortemente di approfondire  l’argomento.

Le macro differenze tra le due specie

Dunque, spiego sempre ad Alice, noi, i verdi, siamo più attenti alle esigenze di tutti gli altri, della comunità a fare in modo che le cose vadano bene per tutti mentre gli azzurri guardano al loro bene e a quello della loro famiglia ristretta, in maniera funzionale alla perpetrazione del proprio patrimonio genetico . Entrambi i punti di vista sono validi. Sono due modelli di comportamento attuati per massimizzare il successo della propria discendenza, parimenti rappresentati negli animali in natura.

In natura esistono animali che ragionano come gruppo come i lupi, gli elefanti, i delfini, per massimizzare le possibilità di sopravvivenza. Api e Formiche sono un esempio estremo: creano vere e proprie società, dove l’individuo non ha importanza se non in funzione del tutto.

E ci sono invece animali che agiscono in solitaria, tutelando solo i figli , ed eventualmente il partner , finché i piccoli non crescono. Questo per massimizzare le loro possibilità Per esempio orsi, leopardi, ma anche animali tranquilli come talpe, koala, non gradiscono i loro simili.

Per vivere bene bisogna imparare a capirsi.

Gli azzurri, l’ 80% , considerando gli altri il giusto che richiede l’educazione, per non incorrere in sanzioni o non essere etichettati come selvaggi, soprattutto in fase competitiva laddove dal loro punto di vista è necessario portare a casa più potere e soldi possibile. Alcuni non riuscendo a competere bene in ambito lavorativo, utilizzando come palestra dell’ardimento la strada o qualsiasi altra forma di associazione umana, virtuale o non. Nel loro DNA  vi è scritto che questo comportamento sopraffacente è necessario per la sopravvivenza. E non comprendono le logiche degli ipersensibili che ritengono spesso deboli, dei veri sfigati, inadatti alla vita in questo mondo. Per essere precisi un libro di riferimento, “Le persone ipersensibili hanno una marcia in più” di Rolf Sellin indica che questo 80% si divide a propria volta in 60% normosensibili e 20% iposensibili ( con sensibilità sotto la media).

I verdi, gli ipersensibili, quando ancora non hanno capito che la loro natura è da onorare, non riescono a esprimere al meglio le loro caratteristiche. Perché sono stati schiacciati da questa società fin da piccoli e si ritengono loro stessi inadatti a questo mondo. Guardano ai normo sensibili come a dei modelli che vorrebbero seguire ma a cui non riescono mai a conformarsi a sufficienza. O come a dei prepotenti insopportabili.  Molti ipersensibili riescono a mimetizzarsi tra i normo sensibili con una grande sofferenza  interiore e recitando la parte molto male, a volte comportandosi in maniera peggiore dei normo sensibili

Gli ipersensibili un po’ più forti e strutturati, invece, hanno imparato a gestire le proprie caratteristiche e a capire la propria natura. Hanno imparato a porre dei limiti agli altri e alla propria emotività. Lo hanno fatto grazie a dei genitori che hanno saputo guidarli nella maniera giusta o grazie al fatto che hanno lavorato molto su se stessi in età adulta, per liberarsi dalle sofferenze.  Questi riescono a non farsi sopraffare e spesso preferiscono limitare la frequentazione dell’altra specie al minimo indispensabile. Per loro è molto importante scegliere l’ambiente lavorativo o scolastico con una maggioranza di propri simili. Una ragazza ipersensibile mi ha una volta svelato che la vita le si è aperta quando alle superiori è andata a frequentare l’accademia delle belle arti, che per sua stessa natura è un covo di ipersensibili.
Gli ipersensibili ritengono il restante 80%  troppo materiali, troppo concentrati su se stessi e prepotenti.

Nessuno è giusto o sbagliato. Sono semplicemente due logiche diverse e quando si impara a conoscersi si capisce che tutti hanno ragione si riesce a vivere meglio.

Certo, se io posso scegliere chi avere nella mia squadra preferisco un ipersensibile consapevole, che porta a massimizzare i risultati di gruppo, invece che un battitore libero, veramente efficace in certi ruoli ma difficile da alimentare con premi e luci della ribalta. Il battitore libero poi non è fedele al gruppo, ti tira una fregatura appena ne ha la convenienza, muovendosi verso un’occasione migliore. Ma il mio parere ovviamente è parziale perché sono ipersensibile.

Cosa possono fare gli ipersensibili per vivere bene?

  • innanzitutto capire che si fa parte di una specie differente è la prima grande svolta
  • smettere di cercare di adeguarsi ad un modello che non gli appartiene e non li renderà mai felice
  • leggere sull’argomento per capirne bene le sfumature
  • imparare a porre dei limiti agli altri
  •  imparare a porre dei limiti al proprio sentire laddove necessario. È una situazione momentanea fintanto che non si ristabilisce la sicurezza in sé stessi
  • frequentare altre persone simili e confrontarsi sull’argomento
  •  farsi aiutare da un bravo specialista che conosca la tematica se necessario(qualche anno fa non era molto conosciuta tra gli psicologi ora mi auguro che la conoscano meglio).Sono felice di pubblicare nomi di psicologi esperti in materia su questo sito.

Tematiche correlate  all’ipersensibilità: la DSA

Dalla mia esperienza le tematiche della dislessia, discalculia e  dintorni, chiamate in termine tecnico DSA, sono fortemente legate a questo modo di essere. Semplicemente perché chi è ipersensibile  è spesso sovraeccitato da troppi stimoli e va in confusione. Alla base di questo c’è una capacità di  raccogliere e elaborare informazioni molto più ampia degli altri. Il pensiero degli ipersensibili si sviluppa in dei grandissimi diagrammi mentali con tante immagini e molte connessioni. Una psicologa definì il mio pensiero come un grande albero molto ramificato. Questo da una marcia in più per analizzare le situazioni ma è fondamentale imparare a mettere ordine i pensieri. E comunque ci vuole sempre qualche secondo in più per analizzare problemi non ancora affrontati, motivo per cui spesso gli ipersensibili non sono veloci nel rispondere. La maggior parte della gente invece ragiona in maniera lineare. Per problemi semplici questo è a volte più efficace. E poi alcuni ipersensibili viaggiano spesso contemporaneamente in mondi paralleli e a volte è difficile mantenere i piedi in 2 staffe… questo so che è un po’ difficile da capire se  non lo si è provato. Fidatevi è così.

I libri che ti possono aiutare

La definizione di ipersensibile è un qualcosa piuttosto recente nella psicologia moderna. Io la appresi leggendo uno dei primi libri che ne parlò  di  Rolf Sellin ‘ Gli ipersensibili hanno una marcia in più’. Fu una rivelazione. Lo stesso autore racconta che per lui cambiò la vita quando scopri dagli studi di una collega americana questa tematica. E cambiò il supporto che poté dare ai pazienti Di questo autore è uscito successivamente anche un libro relativo ai bambini.

Poco dopo lessi anche “Timido, docile ardente” di Luigi Anepeta. Qui  le persone sensibili sono chiamate introverse, in quanto sono persone che guardano più al mondo interiore che a  quello esteriore. Me lo consigliò mia cognata, anche per lei la lettura di questo libro aveva aiutato a sistemare diversi pezzi del puzzle della propria vita.

Quanto ho scritto sono delle mie riflessioni personali a partire da quanto ho appreso da questi libri.

Ma cosa pensano i miei lettori che non si riconoscono in un ipersensibile?

Magari leggendo queste parole sei tra quelli che ti sia riconosciuto nel 80% e forse questo articolo ti ha anche irritato o non lo hai ritenuto completo nella descrizione della tua specie. In quel caso mi farebbe molto piacere se mi scrivessi qualche rigo righe o un articolo da integrare alla mail Lisa@lacascinadellanima.it. Aiuterebbe a capirsi meglio

Articoli in rete

Mentre qualche tempo fa non si trovava nulla in rete sull’argomento, sono felice di vedere che ora materiale ce ne è molto. Così tanto che  ho preferito non selezionare nessun articolo ulteriore per voi ma lasciarvi scoprire.

Vi lascio il link a un test molto più completo del mio. Questo è il test originale della dottoressa Aron tradotto in Italiano. Il mio è una rielaborazione personale della mia esperienza, molto stringato.

Se questo articolo vi è stato utile fatemelo sapere e condividete perché sia utile a più persone! 

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Informazioni su Lisa

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