Il Volontariato fa vibrare il cuore e crescere l’anima

Attestato Croce verde

Avrei voluto trovare una foto da tegolina.. (così ci chiamavamo con la vecchia divisa verde) chissà mai non salti fuori!

Tutti i volontari potranno concordare con me,  chi lo fa lo fa principalmente per se stesso, perchè ti fa star bene e ti arricchisce.
E questo non toglie niente alla  nobiltà d’animo del volontario. Si sa, l’Italia è una repubblica fondata sul volontariato, non sul lavoro come cita il nostro primo articolo della costituzione. Difatti se non ci fossero i volontari mancherebbero alcuni servizi essenziali 😀

Ci sono volontariati per tutti i gusti, dove ciascuno può realizzarsi e dare spazio al proprio essere nell’ambito in cui ha bisogno. C’è chi cucina per la comunità, chi sta a contatto con i bambini in varie forme, chi cresce  i nostri figli con lo sport, chi cura gli animali, chi si accolla responsabilità di vario genere, dal rappresentate di classe  al presidente sportivo,  e chi come me è  più affine al volontariato socio sanitario. L’elenco è infinito, sicuramente non ne ho citati tanti e mi scuso. Ringrazio ciascuno di loro, per l’amore he ci mettono ogni giorno. Spesso quando mi accorgo di essere i fronte a un volontario lo ringrazio di cuore per il servizio che sta facendo

Il volontariato sulle ambulanze

La mia esperienza più intensa di volontariato è stata quella sulle ambulanze. Dai 20 ai 31 anni, 11 anni bellissimi, che mi hanno dato tanto e mi hanno fatto incontrare un sacco di gente fantastica.
Ho scelto questo servizio già quando avevo 16 anni perché ero consapevole che se qualcuno davanti a me fosse stato male non avevo modo di aiutarlo… Anzi ero proprio abbastanza imbranata. Vi assicuro che in  tutti quegli anni di esperienza  l’obiettivo è stato colto, in caso di emergenza ho sangue freddo e lucidità, e faccio per quanto si possa fare ovviamente.
Quello che non sapevo, e che ho scoperto entrando nella grande famiglia della croce Verde di Verona, è quanto ti diano i pazienti e l’amicizia con gli altri volontari
Certi pazienti, pur in incontri fuggevoli ti rimangono dentro. E oltre alle manovre sanitarie, i volontari hanno la grande opportunità di stare vicino e dare amore a delle persone che in quel momento sono in grande difficoltà.
Il volontariato in ambulanza poi ha la caratteristica di farti conoscere bene il territorio in cui operi, entri in mille case, da quelle dei ricchissimi a quelle dove chi abita non ha neanche occhi per piangere. E vieni in contatto con le storie più incredibili, se cominciassi a raccontarle non finirei più.. Storie che mi hanno arricchito, mostrandomi le mille sfaccettature del mondo.

Nel volontariato si creano amicizie per sempre

A Verona il volontariato è organizzato su turni diurni e notturni a scelta. La mia squadra, la mitica squadra 4, prestava servizio ogni 13 notti, dalle 19:00 alle 7.00 Abbiamo sempre avuto in media 25 persone in squadra. Quello che serviva per coprire 5, 6 mezzi ed aver anche la possibilità, di dormire un po’ e di stare a casa se c’era necessità.. ma succedeva raramente perché era troppo bello fare questi turni di notte. Vi erano notti in cui si dormiva pochino, e altre in cui magari si veniva svegliati una sola volta.
A rotazione le squadre notturne coprivano anche le domeniche e i giorni festivi, e su base volontaria concerti, eventi sportivi e la stagione lirica in Arena.

Guidavo anch’io le ambulanze, per scelta mai in emergenza.. non sono così brava a guidare! C’è sempre bisogno di autisti e non è un ruolo facile, ci vuole esperienza e responsabilità perché  essi sono anche il capo dell’equipaggio e hanno quindi la responsabilità del servizio stesso. Quindi l’ho fatto perché c’era bisogno, e si sa se c’è bisogno non mi tiro indietro.

Sugli 11 anni di servizio che ho fatto, tanti amici volontari sono rimasti gli stessi, anzi alcuni sono arrivati prima di me e se ne sono anche andati dopo. Altri sono durati un tempo variabile. Avrò conosciuto bene almeno un centinaio di persone.

E queste persone sono diventate i miei fratelli. Assieme si condividevano i servizi, la sistemazione dell’ambulanza, le lunghe chiacchiere e i giochi in attesa che squillasse il telefono, le cene cucinate con tanto amore dai soliti di quattro (qualche volta mi prestavo anche come sguattera in cucina). E tante cene, gite e vacanze al di fuori del servizio.

Credo comunque che più di tutto, ci abbiano uniti i servizi in ambulanza. Erano sempre momenti intensi.

Eravamo una squadra atipica, come in tutti i sistemi anche qui vi è stata un’auto selezione per spiriti affini. Se ti credevi un supereroe nella nostra squadra  4 non restavi. 🙄🙂. E a noi andava bene così! .. perché anche qui ci sono miti e leggende, storie di persone che hanno pensato bene di uscire da soli in ambulanza perché non c’era nessuno altro…. Ma non nella nostra squadra!
Siamo ancora molto uniti pur non facendo io servizio da tempo. A parte una cena qualche anno fa, sono ormai 16 anni che non li vedo, avendo cambiato città. Per fortuna recentemente è subentrato Facebook a tenere vivi i contatti.

Ma quello che è veramente incredibile è che sono tutte persone che mi sembra di aver lasciato ieri, per il livello di unione che si è creato.
Giusto ieri sera ho avuto di bisogno contattarne alcuni di loro perché mi aiutassero per una questione urgente che mi stava a cuore. Hanno risposto subito, senza ma e però.
Se frequenti un ambiente di volontariato sicuramente le persone che sono lì sono speciali, ed è un privilegio far parte di quel gruppo.
Quando mi sono trasferita a Milano ho provato ad inserirmi nel servizio dell’ambulanza, ma i turni richiesti non era un purtroppo compatibili con la mie capacità di recupero, in un momento in cui dovevo concentrarmi assolutamente sul lavoro. Anche se penso di aver fatto male non farlo, avrei avuto una base di amicizie importante e mi sarei sentita più a casa.

E infine la Ronda della Carità

Comunque ho scelto di far parte della Ronda della carità, le persone che distribuiscono cibo, vestiti e qualche chiacchiera ai clochard. In cambio si ricevono dei racconti di storie intense, che ti fanno capire come non dare mai niente per scontato nella vita. Lo avevo intesta da sempre, come avrei voluto anche fare volontariato in ospedale come medico clown
È stata un’esperienza fuggevole  di un anno. Perché poi sono rimasta incinta, e negli ultimi anni il poco tempo libero che avevo l’ho dedicato completamente a mia figlia… Si beh completamente si fa per dire nel senso che con il mio spirito se qualcuno aveva bisogno di me non mi sono mai tirata indietro!

Ora conoscendomi un po’ meglio potete capire il perchè del progetto della Cascina dell’anima ,di quella reale, che sono sicura  riuscirò a costruire nel giro di qualche anno qui vicino a dove abito, per aiutare  chi ha perso la via con parole di guarigione, i giusti amici e il lavoro concreto!

LA CASCINA DELL’ANIMA

Senza Radici non si vola: Le costellazioni Familiari

Informazioni su Lisa Cambruzzi

Ciao! Trovi La mia Presentazione alla pagina MI PRESENTO! https://lacascinadellanima.it/lisa-cambruzzi/
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