Noi, donne forti, che dobbiamo imparare ad arrenderci

Sì, hai capito bene.
Dobbiamo imparare ad arrenderci.
Per vivere. Per vincere. Per trovare la nostra felicità.
Credo che questa sia una delle lezioni di vita più difficili che molte di noi siano chiamate a imparare.
Tante, troppe donne arrivano da me con lo stesso peso sulle spalle. Si fanno carico della famiglia, del compagno, dei figli, del lavoro, delle difficoltà economiche. Cercano di tenere insieme tutto.
Finché, a un certo punto, non ce la fanno più.
Eppure continuano.
Le cose, invece di migliorare, sembrano peggiorare. Si sentono responsabili anche dell’equilibrio emotivo delle persone che hanno accanto. E, mentre tutto intorno vacilla, loro restano lì.
Marmoree.
In piedi.
Solo che, finalmente, iniziano a dire: “Non ce la faccio più.”
Se queste parole ti risuonano, forse questo articolo è anche per te.
Anch’io ci sono passata.
Anzi, proprio il rendermi conto che tante persone vicine a me stavano vivendo la stessa esperienza ha attirato la mia attenzione. Ho iniziato a chiedermi se ci fosse un messaggio nascosto, qualcosa che tutte noi dovevamo comprendere.
E, almeno per me, la risposta è arrivata.
La comprensione è che non possiamo avere la presunzione di fare tutto da sole.
Serve l’umiltà di chiedere aiuto.
A Dio, alla Vita, all’Universo… chiamalo come senti più vero.
Perché non siamo soli.
E quando smettiamo di voler controllare tutto, scopriamo che esiste una forza molto più grande della nostra che può sostenerci.
Quando ti arrendi inizi a percepire l’Uno.
Comprendi che siamo tutti parte dello stesso grande organismo, attraversato da una corrente d’amore che ci unisce.
E quando entri in quel flusso succede qualcosa di straordinario: non perché i problemi spariscano all’improvviso, ma perché smetti di affrontarli da solo.
La vita comincia a sostenerti.
Ricordo ancora il momento in cui dissi:
“Basta. Mi arrendo. Da sola non ce la faccio più. Dio, ti prego, fermati tu dove io non posso arrivare.”
Quella è stata la vera svolta della mia vita.
So quanto sia difficile comprenderlo.
Siamo cresciute con l’idea che bisogna combattere, resistere, stringere i denti.
E, in parte, è vero.
Ma arriva un momento in cui continuare a lottare non è più coraggio.
È solo sofferenza.
Quando hai fatto tutto ciò che era nelle tue possibilità e nulla cambia perché non dipende più da te, forse la vita ti sta invitando a fare un passo diverso.
Lasciare andare.
Anche questo è amore verso se stesse.
È rispetto per il proprio corpo, per la propria energia, per la propria salute.
Non siamo venute al mondo per distruggerci nel tentativo di salvare tutti gli altri.
La resa spiegata da un grande maestro
Mi ha fatto sorridere scoprire, qualche tempo fa, che anche Eckhart Tolle, uno dei più grandi maestri contemporanei di consapevolezza, descrive questo stesso principio nel suo libro Il potere di adesso, dedicando un intero capitolo al potere della resa.
Scrive:
“Arrendersi racchiude la saggezza semplice e profonda di lasciarsi andare, invece che opporsi al flusso della vita.”
E aggiunge una cosa fondamentale.
La resa non significa rinunciare ad agire.
Non significa diventare passivi.
Significa smettere di opporre resistenza al presente, smettere di alimentare la lotta interiore, il giudizio e la negatività.
Perché, come dice ancora Tolle, quando non ci arrendiamo ci irrigidiamo. Nasce un senso di separazione dagli altri, dalla natura e dalla vita stessa. Tutto viene percepito come una minaccia.
Nello stato di resa, invece, ritornano la lucidità, la forza e la pace.
Ed è proprio da quello stato che possiamo ricominciare ad agire.
Se oggi senti di portare sulle spalle un peso troppo grande e stai combattendo una battaglia che sembra non avere fine, forse il prossimo passo non è fare di più.
Forse è arrenderti.
Non alla vita.
Ma alla pretesa di dover sostenere tutto da sola.
E ricordati una cosa.
Chiedi, e ti sarà dato.
Con amore,
Lisa